Sorgenti, ruscelli, fiumi e cascate: in Umbria seguendo il suono dell’acqua

Acqua. Che sgorga  improvvisa da buchi nella terra,  che scorre lungo percorsi costruiti dalla natura e lungo canali opera dell’uomo.
Che salta, cadendo da altezze vertiginose e impatta con un fragore maestoso. Che va piano, tra piccoli canali e ruscelli attraversando borghi silenziosi. Che appena si sente, quando ti sveglia al mattino, insieme al cinguettio degli uccellini e alle voci dei bambini che giocano felici nel borgo…
Siamo andati in Umbria seguendo il suono dolce dell’acqua.
Seguiteci in questo itinerario: ne rimarrete incantati.

LA CASCATE DELLE MARMORE

Siamo partiti  di buon ora alla volta della nostra prima tappa:
la Cascate delle Marmore, considerato uno dei più bei monumenti ambientali nazionali.

Non possiamo descrivere la delusione, quando, arrivati sul posto,
ci siamo trovati davanti quattro ruscelletti filiformi, che scivolavano  giù lenti da un monte (tipo rubinetto lasciato mezzo aperto, per intenderci). Ma per fortuna, subito dopo, abbiamo scoperto molte cose che ci hanno fatto cambiare decisamente idea!
1) La sorpresa:
All’improvviso una sirena ci ha “avvisato” che stava per succedere qualcosa: in pochi minuti il flusso dell’acqua è aumentato, velocemente, e le cascate finalmente hanno assunto l’aspetto di vere grandiose Cascate!

vista delle Cascate delle Marmore
Cascate delle Marmore-wikipedia

Questo perché, le acque del fiume Velino, che si gettano nella gola del Nera creando le cascate, sono “a flusso controllato” allo scopo di produrre di energia elettrica: a seconda dei periodi, invernale o estivo, e degli orari le cascate vengono ridotte o aumentate (sul sito delle Marmore trovate gli orari di rilascio, al mattino e al pomeriggio, annunciate dalla sirena).

2) Alle Marmore si cammina e tanto.
Ci sono due ingressi, a monte (Belvedere superiore) e a valle (Belvedere inferiore) e la scelta è tutta vostra, se volete scendere e poi tornare salendo, o il contrario, la visita è comunque stupenda da entrambi gli accessi. Si passeggia lungo 6 sentieri naturali che seguono il flusso delle cascate, ci passano sopra con bellissimi ponticelli, e si salgono e scendono molte scale. Ci sono alcuni punti imperdibili come il Balcone degli innamorati, dove forse ci si innamora, ma sicuramente ci si bagna, visto che sporge a pochi metri da una cascata, e la Specola, un loggiato punto di osservazione preferito fin dal tempo dei viaggiatori del Grand Tour (potete leggerne qui).


3) Alle Marmore si va a caccia di arcobaleni!
Già dalla Specola, se si guarda in basso nelle vicinanze dei flussi il vapore acqueo illuminato dal sole crea la tipica iride colorata che forma quasi un cerchio. Il fenomeno è visibile ogni volta che l’acqua fa un salto o confluisce in un punto causando parecchia dispersione di vapore acqueo.

4) Le cascate delle Marmore sono una destinazione sia per le visite veloci che per quelle prolungate.
In quest’ultimo caso si possono fare picnic e mangiare in uno dei punti ristoro (attenzione però ai prezzi, ovviamente altini come in tutti i luoghi di questo tipo).
5) Mentre vi recate alle cascate raccontatene la storia ai bambini.
C’è la leggenda (che non manca mai) del pastore Velino che innamorata della Ninfa Nera, decise di morire per amore buttandosi dal precipizio (se vorranno saperne di più in biglietteria trovate il libro “Storia Fatata di una Cascata”, il fumetto che racconta la leggenda dell’amore tra i due pastorelli così forte da vincere la furia degli Dei). In alternativa c’è sempre la Storia, quella ufficiale, che racconta che le cascate furono create dai Romani nella persona del Console Curio Dentato che nel 271 a.C. fece costruire un canale dove far confluire parte del fiume, che qui causava un ristagno paludoso e malsano, facendolo precipitare a valle e creando così la cascata. Diversi furono i successivi lavori nel corso dei secoli, fino all’avvento dell’elettricità, che ai primi del Novecento vide una centrale idroelettrica costruita proprio alle Marmore.

Cose da sapere per visitare le Cascate delle Marmore:

Persone con disabilità e passeggini non possono accedere ai sentieri natura a parte il primo, a causa delle scale. Possono però accedere dal Belvedere inferiore al piazzale Byron, pricipale punto di osservazione e godere dello spettacolo delle cascate.
Allo stesso modo se accedono dal belvedere superiore possono ammirare lo spettacolo dalla Specola e recarsi al balcone degli innamorati. In ogni caso le emozioni sono assicurate.
Le cascate sono visibili anche di notte. Ci sono visite guidate e per i bambini (3-8 anni) c’è la Fantapasseggiata, visita animata assieme allo Gnefro. I cani possono entrare ma al guinzaglio.
Per le foto e i video portatevi un’asta da selfie per farvi le foto con le cascate, i i ruscelli, i salti d’acqua alle spalle. Se c’è un luogo dove
questo accessorio ha un senso e uno scopo è proprio qui!
Altre “Acque” nei dintorni:
A poca distanza il Lago di Piediluco, il secondo più grande dell’Umbria dopo il Trasimeno. Alle cascate si può fare rafting anche del tipo “soft” per bambini. (info: www.raftingmarmore.com).

RASIGLIA

Abbiamo scoperto questo borgo meraviglioso a febbraio, quando il Fai, Fondo ambiente italiano lo ha inserito, grazie alle migliaia di segnalazioni di innamorati del luogo, nella lista dei 100 luoghi del cuore e, da allora, è stato anche per noi, amore a prima vista.

Ne abbiamo  già parlato diffusamente in questo post,  aggiungiamo solo che dal vivo è ancora più bello che in foto (o in video).

Grazie all’acqua del Menotre, che sgorga proprio nel cuore del borgo, e ai tanti ruscelli che scorrono intorno alle case creando un “scenario veneziano”, nei secoli scorsi Rasiglia fu un importante centro artigianale e manifatturiero, grazie ai tanti mulini, lanifici, opifici che qui sorsero e prosperarono: è la storia che ci hanno raccontato in una bellissima domenica di aprile Paolo e Luciana Tonti, discendenti dei proprietari del Lanificio Tonti che fu fondato a Rasiglia dal nonno Umberto, a sua volta discendente di antenati che risalgono fino al Seicento.

La storia della famiglia Tonti si lega profondamente a quella di Rasiglia, una storia fatta di fatica, di lavoro, di sacrificio, di pastori che vengono a Rasiglia a vendere la lana delle pecore per scambiarla con denaro, o più spesso, con generi alimentari e abiti lavorati.
E’ una storia soprattutto di donne: donne che lavano la lana nelle tante vasche piene di acqua di fiume, donne che lavorano al telaio nei laboratori tessili (oggi chiusi ma ancora visibili al visitatore che si addentra nei viali del borgo).

Una storia, quella dei telai “manovrati” da donne, che ci è stata mostrata dalla signora Luciana che per noi visitatori si è seduta, ancora, una volta, dietro il telaio per darci una dimostrazione di quella pratica della tessitura antica e artigianale che sempre più rischia di andare dispersa.
Info per una visita guidata con dimostrazione del tessitura.

PARCO REGIONALE DI COLFIORITO

Notato per caso mentre percorrevamo la statale 77,  abbiamo scoperto questo luogo  incantevole pieno di sorprese per i bambini.

le ninfee al parco regionale di colfiorito

Il Parco di Colfiorito è compreso nell’Appennino centro-occidentale tra Umbria e Marche, denominato Altipiani di Colfiorito e la sua Palude è stata dichiarata di interesse internazionale dalla convenzione di Ramsar per la sua torbiera, per la ricchezza di specie vegetali e come  habitat eccellente per l’avifauna.
Panorama del parco colfiorito
La Palude di Colfiorito è forse proprio la zona più bella del parco:
ha una forma tondeggiante con una fitta vegetazione acquatica, sentieri che permettono di farne (comodissimamente)  il giro completo (in bici, a piedi e col passeggino) e le sponde sono perfette per i picnic (ci sono anche aree attrezzate con tavoli e panche) .
I bambini hanno fatto a gara per indovinare i nomi  di fiori e uccelli e individuare tra le ninfee rane rospi e girini.
E possibile seguire diversi itinerari, anche oltre la laguna, adatti anche a disabili e passeggini, con punti per la pesca e per il birdwatching (tutte le info qui).
Cose da sapere per visitare il Parco di Colfiorito:

Se siete interessati ad un tour più lungo è complesso,  affidatevi alle cartine con le indicazioni. Se invece volete solo godervi la bellezza della laguna, basterà parcheggiare in prossimità degli ingressi (segnalati dai cartelli), seguire il sentierio circolare (ben lungo) e scegliere il prato o il tavolo per il picnic. Non dimenticate macchine fotografiche e binocoli (e magari una busta per i rifiuti: i cestini scarseggiano).
Dove mangiare a Colfiorito. Anche questo scoperto per caso:
“La Botteguccia” è una trattoria-ristorante piena di sorprese, a cominciare dal fatto che non… no, non possiamo rovinarvi la sorpresa, sappiate solo che si mangia benissimo e raramente si spende più di 25€. (Pagina facebook oppure 349 344 0350).

CASCATE DEL MENOTRE

Oltre a Rasiglia, il Menotre sgorga da altre sorgenti ancora più a monte, e, precisamente,  all’altezza di Pale, dove le cascate meritano assolutamente una visita.

Il punto di partenza è l’oasi dell’Altolina, a Belfiore di Foligno (si raggiunge in auto percorrendo la statale 77). Vi sono due ingressi, a monte e a valle, noi abbiamo fatto quello a monte, ma vi consigliamo di fare quello a valle perché le cascate che si incontrano sono più grandi e imponenti. Poi potete decidere se percorrere tutto il sentiero fino a Pale, oppure vedere le prime due cascate, con annesso laghetto, e poi ritornare a valle e riprendere l’auto. (info: Cascate del Menotre).
Da vedere nei dintorni delle cascate del Menotre:
L’Eremo di Santa Maria Giacobbe e le Grotte dell’Abbadessa, dove, tanto per restare in tema acqua, c’è anche una grotta con laghetto.

Cose da sapere per visitare le Cascate del Menotre:

Molto disagevole, e, a tratti assolutamente, impraticabile per le persone con disabilità e passeggini a causa degli scalini (naturali e non) e delle discese/salite (anche piuttosto ripide e sdrucciolevoli)
Dove mangiare un boccone:  a Pale, sia prima che dopo la visita alle cascate, vi consigliamo certamente il “Riposino del pellegrino“, un delizioso e minuscolo ristorantino, proprio nella piazza di Pale davanti alla grande fontana (cucina espressa e cibi genuini).

Dove dormire per questo itinerario:

Se volete svegliarvi la mattina con il sussurro del fiume e con il canto degli uccellini, la scelta è presto fatta: il Residence Menotre,  una antica torre di guardia delle mura del castello di epoca medievale, proprio in cima al borgo di Rasiglia, con tre appartamenti uno sull’altro: qui potete leggere la recensione nella nostra guida.

Tutto l’itinerario su Google map

Per prenotare un soggiorno al Residence Menotre puoi utilizzare questo form di contatto.

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